logo

MP3 Player

Chi è in linea

 2 visitatori online

PD Marzabotto
Maurizio Cevenini Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 09 Maggio 2012 16:31

UNIONE COMUNALE DI MARZABOTTO – VIA RISORGIMENTO N. 6

 

 

IL PARTITO DEMOCRATICO DI MARZABOTTO  APPRESA LA TRAGICA NOTIZIA DELLA SCOMPARSA DI

MAURIZIO CEVENINI

E’ VICINO ALLA MOGLIE ROSSELLA  ALLA FIGLIA FEDERICA ED A TUTTI I FAMIGLIARI.

 

CIAO MAURIZIO,

NON TI DIMENTICHEREMO MAI

 
Cento Anni fa Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 27 Aprile 2012 09:23
    
 
Tariffa idrica Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 27 Aprile 2012 09:21
    
 
BILANCI CERTIFICATI Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 06 Febbraio 2012 21:51

 

 Antonio Misiani, tesoriere del PD – l’Unità 2 febbraio 2012


L'inchiesta giudiziaria che ha coinvolto il senatore Luigi Lusi, tesoriere nazionale della Margherita, mette in luce con crudezza alcuni nodi politici che vanno affrontati a viso aperto. Prima di parlarne credo che sia necessario chiarire che l'altra sera, nella sua performance, Maurizio Crozza, apprezzato da un vasto pubblico (tra cui il sottoscritto), ha lasciato intendere e detto cose sbagliate. È satira, ma c'è il rischio che per far ridere si incida nelle convinzioni di molte persone. Alcune cose vanno dunque precisate.

Primo: il Partito Democratico e la Margherita sono soggetti del tutto distinti, politicamente, giuridicamente ed economicamente. Il Pd, perciò, non ha alcun titolo per determinare indirizzi e fare controlli sul bilancio della Margherita, il cui presidente (Francesco Rutelli) è peraltro il leader di un'altra formazione politica. I 13 milioni di euro al centro delle indagini della magistratura sono stati sottratti alla Margherita, non al Pd. E il Pd non ha mai girato rimborsi elettorali alla Margherita: gli unici rapporti economici sono il pagamento da parte del Pd della sublocazione della sede di Sant'Andrea delle Fratte e il rimborso di alcune spese di gestione della sede e del personale distaccato.

Secondo punto da precisare e ricordare: il bilancio nazionale del Pd, sin dalla nascita nel 2007, è controllato fino all'ultima fattura da una società di revisione indipendente (PriceWaterhouse Coopers, gli stessi che certificano il bilancio della Banca d'Italia). Siamo gli unici a farlo, sulla base dì una precisa scelta politica di trasparenza. Terzo: il Pd ha reagito all'indagine che ha coinvolto un suo parlamentare senza alcuna timidezza, seguendo con rigore le regole che ci siamo dati.

Tutto questo, naturalmente, non toglie in alcun modo dal campo i riflessi politici della vicenda, perché il punto di fondo è la necessità di una profonda riforma del sistema dei partiti, in attuazione dell'articolo 49 della Costituzione. Uno snodo cruciale della più complessiva riforma della politica, che chiama in causa tutte le forze politiche, Pd compreso.

I rimborsi elettorali, di gran lunga la principale fonte di finanziamento dei bilanci nazionali dei partiti, negli anni più recenti sono stati drasticamente ridimensionati: è stato cancellata la prosecuzione dei rimborsi anche in caso di scioglimento anticipato della legislatura e sono stati ridotti del 30 per cento gli stanziamenti. Nel 2010 i rimborsi elettorali ammontavano a 290 milioni. Nel 2011, con la fine dei rimborsi relativi alle politiche 2006, questa cifra è scesa a 189 milioni. Con la progressiva entrata in vigore dei tagli già decisi le risorse si ridurranno ulteriormente a 143 milioni: è un livello inferiore, in termini pro capite, a quanto viene destinato ai partiti in Germania, Francia e Spagna.

Ciò che invece è rimasto invariato è il sistema dei controlli interni ed esterni sui bilanci dei partiti. Secondo la normativa vigente ogni partito che riceve i rimborsi elettorali deve redigere un rendiconto, che viene esaminato dai revisori dei conti interni. Il rendiconto è trasmesso al Presidente della Camera e un collegio di revisori, nominato d'intesa tra i Presidenti di Camera e Senato, verifica la regolarità formale del rendiconto. I bilanci dei partiti sono pubblicati su due quotidiani e sulla Gazzetta Ufficiale. Punto. È un sistema chiaramente insufficiente, che va radicalmente cambiato guardando alle migliori esperienze europee.

Il Pd ha da tempo detto come la pensa: proponiamo che i rendiconti siano sottoposti obbligatoriamente alla certificazione di organismi esterni, siano essi società di revisione o un'autorità indipendente o la Corte dei Conti. Chi sgarra, deve perdere il diritto ai rimborsi elettorali. I rendiconti dei partiti vanno pubblicati non solo sui giornali ma anche su Internet, a disposizione dei cittadini che hanno il diritto di vedere e capire come i partiti si procurano le risorse e come le spendono.

La trasparenza non è uno slogan, abbiamo scritto nelle pagine Internet in cui abbiamo messo online i conti del Pd. Oggi è una questione vitale, se vogliamo che i partiti riconquistino la fiducia e il rispetto dei cittadini.

 
Lista Civica e Pd vogliono la pace Stampa E-mail
Scritto da Stefano Muratori   
Mercoledì 01 Febbraio 2012 16:36


Vorrei offrire la mia personale lettura del messaggio apparso sul Carlino del 31 gennaio 2012 sul dialogo fra Lista Civica e PD a Marzabotto. In quell’articolo il capogruppo Cardi afferma che “Da un anno il Pd non fa che sostenere tutte le scelte del sindaco Franchi. Alle prossime elezioni credo che sia giusto ricandidarlo
Ho partecipato a tutte le riunioni della segreteria e dell’Unione Comunale del PD di Marzabotto, e posso testimoniare che del rapporto fra PD e Sindaco Romano Franchi all’interno del PD si è parlato molto. Non se ne è invece mai parlato con lo stesso Romano. Nel Novembre 2010 proposi alla segreteria di fare una iniziativa pubblica in occasione del tesseramento 2011 consegnando una tessera simbolica a Romano Franchi, e con l’occasione annunciare che se egli avesse voluto riprendere la tessera del partito che lo aveva espulso lo avrebbe potuto fare. La mia proposta fu accolta positivamente, ma emerse un problema di statuto, dove lo statuto afferma: art.2 par 8 […] Sono esclusi dalla registrazione nell’Anagrafe degli iscritti e nell’Albo degli elettori le persone che siano iscritte ad altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altri partiti politici all’interno di organi istituzionali elettivi.


Per inciso la segreteria comunale è composta dai segretari dei 3 circoli Lama di Reno, Val di Setta, Marzabotto, rispettivamente Rino Ruggeri, Saverio Cazzoli, e Francesco Degli Esposti, da Antonella Masi, Amministratore, da Samuel Monti, dal sottoscritto, e dai tre consiglieri comunali (da poco è stato eletto Francesco Degli Esposti segretario dell’Unione).
A norma di statuto l’impedimento era quindi la sua appartenenza ad un gruppo consigliare diverso da quello del PD.
In molte altre riunioni sia di segreteria sia di Unione Comunale dei Circoli si è discusso dell’operato della lista civica, ed a parte alcune eccezioni la maggioranza ha sempre dato un giudizio positivo sull’operato della maggioranza e soprattutto del sindaco.
Ci sono state anche occasioni di polemica, ma quasi sempre questa ha preso forma concreta solo quando non è uscita come posizione collegiale. Viceversa, quando ci sono state prese di posizione ufficiali, quindi discusse ed elaborate formalmente, il giudizio sull’amministrazione è stato sempre positivo.


Nel frattempo, siccome i segretari di circolo avevano preso contatti con il segretario provinciale per discutere appunto di come procedere per dare un segnale a Romano Franchi di una revisione del giudizio del PD (quello stesso PD che lo aveva espulso), si è manifestata la volontà da parte di Donini di avere un incontro con il nostro sindaco nel quadro dell'usuale visita ai circoli. Dell'iniziativa di Donini io so molto poco, e mi sono fatto l’idea che sia successo molto poco.
D’altra parte l’annunciata visita di Donini era l’occasione per una prima discussione più concreta sulla situazione creatasi a seguito dell'espulsione.

Personalmente credo che le visite ai circoli di Donini siano una bella cosa, e già l’anno scorso Donini era venuto ad incontrare i circoli di Marzabotto. In quella occasione sostenne la necessità di trovare una strada per ricucire con Romani Franchi. Nei circoli del PD c’era già da tempo sintonia con questa idea, e molti hanno sostenuto che fare l’opposizione a Romano Franchi non sia sensato, e che si debba uscire da questa situazione, infatti ci sono state anche timide aperture alla discussione ed alla collaborazione dal basso. Alla fine però i messaggi che calano dall’alto lasciano sempre la sensazione che tutto si riduca alle solite manovre di palazzo. Questa invece è una cosa nata e cresciuta all’interno del PD di Marzabotto, e Romano Franchi non è mai stato coinvolto in alcun modo, se non forse recentemente per organizzare un incontro con Donini. Incontro innescato come dicevo dall’empasse dello statuto.


Il fatto che il capogruppo del PD affermi di ritenere positiva una candidatura di Romano Franchi alle prossime elezioni credo sia una cosa positiva, che accoglie le aspirazioni della stragrande maggioranza degli elettori del PD di Marzabotto. Non so tutti i retroscena, ma, al di là delle apparenze, personalmente credo sia prevalentemente il risultato di una discussione interna al PD di Marzabotto.


Personalmente credo che alle prossime elezioni Comunali di Marzabotto il PD farebbe bene ad astenersi dal presentare una propria lista, e l’Associazione Romano Franchi potrebbe aprirsi ad un confronto per il programma basato sugli stessi principi e sul metodo partecipato che ha dato inizio alla Bella Politica, cioè la politica trasparente e che parte dal basso. In queste condizioni il Sindaco, se lo volesse, potrebbe riprendere la tessera del suo partito. Questo sarebbe a mio avviso un risultato buono per tutti, perché l’Associazione non avrebbe bisogno di snaturarsi, e il PD di Marzabotto avrebbe le condizioni per ricucire le fratture ed aprirsi al nuovo.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Febbraio 2012 16:39
 
I teppisti mascherati Stampa E-mail
Scritto da Saverio Cazzoli   
Domenica 16 Ottobre 2011 17:15

Due parole sulla manifestazione di ieri

 

Nessun commento sulle devastazioni, ero certo che sarebbe finita così, anche se non sono affatto certo di chi siano le responsabilità: estremisti dei centri sociali? Infiltrati di destra? Colpa dell’inefficienza del controllo delle forze dell’ordine? Colpa della mancanza di un cordone di sicurezza auto organizzato?

Un cenno, però, alcuni teppisti mascherati lo meritano. Hanno bruciato le bandiere di un Hotel (quella italiana e quella europea) stendendo uno striscione che riportava lo stesso slogan che fu la parola d’ordine delle proteste in Argentina quando lo Stato fece default, nel 2001: “Che se ne vadano tutti”, riferito alla classe politica nel suo complesso. Un volantino che annunciava la manifestazione di ieri, invece, dichiarava perentorio: “mai con questi partiti”. Tutti, è sottinteso, anche quelli i cui esponenti erano presenti ieri.

Se ai manifestanti non va bene nessuno di questi partiti la cosa è assolutamente legittima e hanno la piena facoltà di non votarli e di costituirne di nuovi. Se esponenti di partiti del Centro Sinistra italiano condividono molte ragioni della protesta, anche questo per me è comprensibile, anch’io penso che sia più giusto tassare di più i redditi alti e tagliare meno i servizi, e che è scandaloso che per tutto il 2008 e il 2009 l’attuale governo si ostinava a negare la crisi e ad attuare tagli tremendi mentre il debito pubblico saliva ai massimi storici! Ma preferisco parlare di quello che non condivido (oltre alle devastazioni, naturalmente, che però fanno un discorso a parte): quando si compiono gesti simbolici di disprezzo che non sono opera di incappucciati, ma veri e propri e chiari gesti politici, come gettare rifiuti contro la sede milanese della Goldman Sachs o della Fininvest, o della UBS in Svizzera e soprattutto quando si contestano le misure per la riduzione del debito in quanto tali, senza scendere nel merito. Questo significa che molti preferiscono un default del debito piuttosto che misure di contenimento della spesa pubblica. Da un giorno all’altro lo Stato non restituisce più i soldi che gli hanno prestato, in nome della collettività. E un momento dopo, non appena ricompare la necessità di altro denaro perché le uscite sono più delle entrate? La scuola pubblica con che soldi andrebbe avanti? Gli ospedali pubblici con che soldi andrebbero avanti? Le pensioni chi le pagherebbe?

Sono ipotesi che non stanno né in cielo né in terra, frutto di idee politiche che si basano sull’antipolitica, che odiano industrie e gruppi bancari come altri odiano pagare le tasse.

Ci si ricorda dell’importanza dei conti pubblici solo in momenti come questi… no, la manifestazione di ieri non era la mia manifestazione.

Ultimo aggiornamento Domenica 16 Ottobre 2011 17:19
 
Sant'Anna di Stazzema Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 14 Agosto 2011 20:00

 

Marzabotto anche quest'anno presente a Sant'Anna di Stazzema per il 67° anniversario dell'eccidio nazifascista con la delegazione del Comune composta dal Sindaco Romano Franchi con il Gonfalone del Comune, e con i rappresentanti della Sezione ANPI Amedeo Nerozzi, dell'Associazione Famigliari dei Caduti di Marzabotto e del Partito Democratico.

 



Ultimo aggiornamento Domenica 14 Agosto 2011 20:19
 
Siamo stanchi ma felici e pure soddisfatti. Stampa E-mail
Scritto da Valentino Borghi.   
Venerdì 24 Giugno 2011 06:48
            

LA FESTA DE L’UNITÀ

La festa è finita.
Siamo stanchi ma felici e pure soddisfatti.
È andata bene, anche perché alle amministrative
A Berlusconi gli abbiam dato quattro gnocchi.
Vorrei spiegarvi ora come si svolge il tutto,
e raccontarvi le persone che in cucina fanno gruppo.


La Libbia l’è un fenomen, tè et zerc un quel,  
li a t’al cata sobet, sanza mai bruntler.
Ogni tant la s’imbelza, ma quast que l’è un etar quel.
Po’ ai’è cl’umarel c’al red sampar sudisfat,
che mezdé e sira al leva tegam, bichir e piat,
se a li vad Mastrolindo, da la rabia al ziga com’un gat.
Sergio al per na’satanà,  
al ciapa da totti al pert, a si scorda parfein d’ander a cà.
La Milena per cla bala,  
da c’um l’as mov in mez a tegami, pentole e strofinacci,
l’à una grazia c’la per Carla Fracci.
Ogni tant la ragagna, la brontla, la t’insegnà
a tajer al limon, la dis sampar quel,
ma par al su lavurir bisoggna laserla ster.
E le donne?
Totti lè ai fug a tirer dal mnester,
i turtlein, i second, che bel, tot al dé vadli a stegamer.
In mez a lour a’iè Bobo, cioè Stefano
sampar in moto, al prellà, l’armasda incosa,
al prepera i stenc da boier, l’arost e al videl,
e po’ par fer gnir sira, al biasa sampar quel.
Ugo, con la su tuta blu, piò che un puffo, al per un benziner,
ma al fa una stindeina cl’è eccezionel,
cunzà coi fonz, susezza e al zinghiel.
A proposit ed zinghiel, a vleva spandar dou parol
in ti confront ed cal tip dal pizzo
che a li prepera e che par deri savor,  
ai met usmarein, salvia e anc si o set foi ed mlor.
A li lavoura bain, l’è particoler, lo a s’intand ed cheren,
al saviv al parché?
L’è un gasparot, al purteva via la cheren ai zenghen
tot i dé.
Magagnen l’inventor.
Al fa la pasta a totti agl’our,
as lamanta con tot,
la filiera l’an lavoura brisa bain se
la gramagna coi macaron i veinen brot.
Ma quand al s’amolà a i n’è po’ par tot.
Mezanot e Giuseppe, i frezzen al pated ed Tolé con al strot,
però quand i seren butaiga l’è ont un po’ dapartot.
Massimo con la su chelma, segue il gruppo,  
al guerda, al t’aiuta e al controla che funzioni sempre tutto.
La maravaja però sono i ragazzi del servizio
che tra i grand e chi piò cein,  
is moven in mez ai tevel chi peren un brenc ed pinguein.
Par ultum po’ ai’è du tip chi cusen la cheren,
là in fond in t’un  contoun.
Al prem l’è un prit sfat gignel,
dal dou anc un po’ brot.
Cleter un po’ rubez, l’insest a zugher a mataza
e al vrev che ed vatta i stessen zett,
s’ain foss Luciano che agl’aiuta, al farev soul di pastez.
Ma quando sono alla griglia,  
tra fiorentine, susezza, castrato e capocollo,
ai cambia la musica, dal prufom ti va in moto il cervello.
Ed me, s’a vliv c’av degga, ormai am’cgnusci tot.
L’è una blazza, l’è un piaser perfet ed sté bel grop.
Grazie a vueter, con la festa, la Lama l’è turné a vivar,
la zaint l’ariva dapartot, che spetacuel!
Grazie ragazzi, ancora grazie propri a tot.

Valentino Borghi.

 

 

               
 
La “No fly zone” che vorrei Stampa E-mail
Scritto da Saverio   
Venerdì 24 Giugno 2011 06:42

 Dopo che abbiamo visto nascere il dissenso in Libia e la voglia di una vera democrazia, dopo che abbiamo temuto gravi ripercussioni sui manifestanti, anzi dopo che si è avvicinato il rischio di qualcosa di simile a un genocidio, dopo che la comunità internazionale si è mossa mobilitando gli eserciti e dando il via ai bombardamenti, attuando una serie di misure comunemente ricondotte al nome di “No fly zone”, sarebbe dovuto giungere il momento di trattative febbrili, il momento di una politica che fosse riappacificatrice, il momento in cui le armi sarebbero state messe a tacere e si sarebbe cercata una soluzione condivisa, che tenesse conto di tutte le componenti del paese libico, compresa (ahimé) quella che si riconosce in Gheddafi.

A quanto pare invece le sorti del popolo e della nazione libica saranno decisi dalle armi, anche da quelle armi che sarebbero dovute servire a imporre una tregua.

A quanto pare dobbiamo continuare a chiamare “No fly zone” quest'operazione che prevede, all'interno della stessa risoluzione 1973 dell'ONU, che gli stati membri siano autorizzati a prendere tutte le misure necessarie a proteggere i civili minacciati di attacco (compreso, incredibile ma vero, il rifornimento di armi agli insorti).

Se allora dobbiamo continuare a chiamare “No fly zone” quest'iniziativa della comunità internazionale che anche noi avevamo auspicato, dobbiamo anche continuare a sperare e a chiedere che essa sia diversa.

Dobbiamo continuare a sperare e a chiedere una “No fly zone” che sia ispirata solamente a principi di giustizia e di rispetto dei diritti umani e non a interessi economici di grandi potenze aggressive e spesso in competizione tra loro, come l'Italia e la Francia.

Dobbiamo continuare a sperare e a chiedere che l'azione della comunità internazionale sia più incisiva nel perseguire i crimini davanti al Tribunale Penale Internazionale e nell'attuare il congelamento dei beni nelle disponibilità di Gheddafi.

Dobbiamo continuare a sperare e a chiedere una “No fly zone” che fermi anche gli Antonov in Sudan, i massacri in Tibet, i caccia francesi in Costa d'Avorio, i razzi di Hezbollah e i raid israeliani.

Dobbiamo ideare nuove modalità di azione della comunità internazionale che siano in grado di fermare i conflitti senza acuirli, e che siano in grado di portare allo scoperto e condannare l'operato di chi manovra per destabilizzare governi, armare intere fazioni, scatenare vere e proprie guerre.

Non è giustificabile che qualcuno pretenda di decidere quale sarà il futuro governo libico e con quali aziende straniere stringerà accordi di collaborazione.

Solo il popolo libico, inteso come l'insieme di tutte le componenti che lo rappresentano, avrà il diritto di darsi un ordinamento, ed è auspicabile che i rapporti economici e commerciali siano stabiliti sulla base di aspetti, appunto, economici e commerciali.

E non è giustificabile che si veda nell'eliminazione fisica di Gheddafi, con i raid della NATO, una rapida e comoda soluzione della crisi, e anzi è da condannare a questo riguardo anche un'eccessiva chiusura, da parte dei rappresentanti degli insorti, su un eventuale partecipazione di Gheddafi o di altri esponenti di quella parte politica in un futuro governo della Libia. Questo fa parte di un modo di vedere le cose secondo cui “chi vince si prende tutto”. Non è questa la via alla pace, non è questa la strada che la politica deve intraprendere. Ancora una volta si scelgono le vie più comode, mentre in noi continuano ad accrescersi i dubbi su quanto concreto sia l'impegno profuso per realizzare tavoli di trattativa, per sostenere l'azione giuridica del Tribunale Penale Internazionale, per congelare i beni economici dell'attuale regime.

Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Giugno 2011 06:45
 
150° Unita D'Italia Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 15 Maggio 2011 21:34
 
HUNT OIL - marzabotto Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 15 Marzo 2011 13:39

 

 

 

Leggi tutto...
 
« InizioPrec.123456789Succ.Fine »


Powered by Joomla!. Designed by: Free Joomla Template, website hosting. Valid XHTML and CSS.